Casanova Di Neri: Vini pregiati e premiati!
Vino Pregiato

Casanova Di Neri:
Vini Pregiati e Premiati!

CASANOVA DI NERI

Eccellenza quotidiana!

Casanova sotto la sapiente ed oculata guida di Giacomo Neri è schizzata come un fulmine nel panorama mondiale dei vini da investimento e collezione da tenere in considerazione:

meglio dire da tenere in cantina varie bottiglie!

Osenna Wine ha un rapporto privilegiato con l’azienda guidata da Giacomo Neri lo abbiamo già detto, prova ne è il suo festeggiare e brindare all’ultimo risultato di 100/100 su Wine Spectator proprio qui alla sede fisica di Osenna Wine a San Quirico D’Orcia in Via Dante Alighieri al Numero 52.

Questo il QR Code per Google Maps per trovarci al volo…

Osenna Wine QR Code Google Maps Indirizzo fisico

Qualcuno meno abituato di noi a queste serate l’avrebbe sicuramente definita con tanto di squilli di trombe sul web e in qualche giornale:

“Serata con grande stupefacente verticale di Casanova di Neri!”

Aggiungendo mi sembra logico nome del ristorante o enoteca dove si è tenuta in modo da usare il Nome “Casanova Neri” come spinta per dare prestigio al proprio (di solito misero) locale.

Per noi e per Giacomo Neri con cui abbiamo ottimi rapporti da ben prima che tutti si accodassero al carro del vincitore come tante mosche intorno al miele, una bella serata come altre ne facciamo, con ottimi vini seguiti da un’abbondante cena nell’attività principale dell’Osenna Group:

La Trattoria Osenna

Casanova Di Neri: una storia lunga 50 anni

La prima vendemmia Casanova firmata dalla famiglia Neri è del 1978, ma l’azienda viene da più lontano, molto più lontano.

Le sue radici nel territorio comunale di Montalcino iniziano nel 1971 Quando il padre di Giacomo, Giovanni acquista il nucleo storico e centrale di quello che diventerà poi questa magnifica azienda a principale indirizzo vitivinicolo:

il podere Casanova ed alcuni terreni seminativi ad esso annessi.

Gli anni a cavallo tra fine “60 ed inizio dei “70 ne parleremo poi in Post appositi, erano anni duri e difficili per il povero comune di Montalcino:

il suo essere sopra i 5000 abitanti con i benefici annessi a tale numero, in pericolo continuo per lo svuotamento senza sosta delle campagne, la corsa al benessere, o meglio all’idea di benessere delle città.

Il sogno di un orario di lavoro, le famose otto ore al giorno 5 volte a settimana, perché come ben sapeva da millenni chi lavora in campagna, la terra non conosce orario:

  • si lavora da sole a sole, dall’alba a fino che ci si vede!

  • si lavora sette giorni su sette in particolare se hai due animali ma poco cambia!

  • Se piove bestemmi e lavori al podere, mica penserai di riposarti, in campagna c’è sempre da fare!

Nessuno voleva più faticare in una campagna, che se ora viene riscoperta grazie anche al vino pregiato ivi prodotto, allora era maledetta, dieci, cento, mille volte al giorno maledetta:

fatica, sudore e pochi soldi: anzi quali soldi, poco mangiare nel piatto!

La famosa cucina povera toscana non era “povera” per scelta, era una costrizione costante data dai pochi mezzi che famiglie numerose spesso orfane della mezzadria dovevano fari i conti ogni giorno al momento di dover trovare qualcosa da mettere in tavola.

Gli  animali, il miglior vino, il miglior olio, tutti per la vendita e/o per il “Padrone o Fattore” che era uguale come risultato pratico.

In tavola come similvino un torchiato o un acquarello settimo, che se non sapete cosa significa è molto meglio per voi!

Complice tutto questo e proprietari impauriti da quest’epoca di cambiamenti con rivendicazioni assurde dei lavoranti, si trovavano aziende agricole veramente regalate nel vero senso della parola, bastava vendere cosa c’era dentro i magazzini che ripagavi l’investimento!

Ma nonostante questo, nessuno le voleva…

 

Giovanni Neri compra il podere Casanova e qualche ettaro di terreno intorno, è il 1971

In questo clima, in questa percezione delle campagne il padre di Giacomo, Giovanni compra la tenuta Casanova:

crede fermamente al contrario dell’opinione generale diffusa che queste terre avranno molto da dire nel futuro.

I grandi, coloro che trasformano che cambiano lo status quo, quasi mai si trovano d’accordo con l’opinione comune della massa che dopo il loro successo si accoderà come tanti pecoroni.

Problema questo che molti anni dopo si è trovato ad affrontare anche Giacomo quando ha deciso di puntare decisamente su di un vigneto atipico come quello di Tenuta Nuova andato in produzione per la casata Neri nel 1993 e quindi apparso per la prima volta con l’etichetta Brunello Casanova di Neri nel 1998.

Proprio il vigneto Tenuta Nuova sarà fonte di pareri divergenti fin dentro la stessa Famiglia Neri:

la Madre di Giacomo, all’epoca già vedova del fondatore dell’azienda Giovanni scomparso all’inizio degli anni 90, non credeva molto in questa scelta di suo figlio, di spostarsi così lontano dalla sede aziendale, di provare un Terroir così diverso e sconosciuto rispetto alla familiarità dei vigneti già in produzione e allora scheletro portante dell’azienda della famiglia Neri.

Casanova di Neri e Tenuta Nuova: amore al sapore di vino 100/100

Nonostante le divergenze di opinioni come in ogni buona famiglia si discute, ci si appassiona, ma una volta deciso tutti danno il massimo nella direzione presa.

C’è voluto qualche anno, ma le soddisfazioni per chi lavora bene e sa aspettare arrivano sempre:

finalmente nel 2010 arrivano i 100 punti su 100 per il Brunello 2010 Tenuta Nuova!

Casanova Di Neri 2009 Tenuta Nuova: Brunello Di Montalcino. Casanova Di Neri “Tenuta Nuova” Brunello Di Montalcino 2010

Il brutto anatroccolo si è trasformato in bellissimo cigno ed adesso tutti, investitori, collezionisti e semplici appassionati vogliono il Tenuta Nuova 2010 Casanova di Neri, un signor Brunello di Montalcino!

Davvero un enorme soddisfazione per Giacomo Neri e l’orgoglio di averci creduto fin da subito anche nei periodi meno belli quando tutto il mondo sembrava congiurare per farlo desistere dall’impresa di fare un vino d’eccellenza in questo vigneto.

2010 anno da ricordare per Casanova di Neri

Davvero un anno ricco di soddisfazioni per il Patron di Casanova:

uno potrebbe pensare che vedere finalmente riconosciuto il vino, il vigneto, il grande lavoro fatto sul Brunello Tenuta Nuova sia stato sufficiente per Giacomo e la famiglia Neri che lo ha appoggiato in questa lunga avventura con un Terroir così particolare.

Forse non avete letto bene l’inizio dell’articolo:

a Casanova di Neri l’eccellenza è quotidiana, non è un qualcosa da ottenere una volta e poi basta, non ci si pensa più, possiamo vivere di rendita.

I traguardi del passato vanno migliorati e se possibile superati, altrimenti troveremo nuove strade, nuove eccellenze da crescere!

Questa è la filosofia che muove ogni singola per quanto piccola azione dell’azienda ormai pluripremiata.

Torniamo un attimo qualche anno indietro alla Casanova di Neri anno 2000

Il tenuta nuova acquistato nel 1993 è ancora troppo giovane, un Terroir così particolare ha bisogno di tempo per essere compreso, per riuscire a trovare il miglior modo di fargli esprimere le potenzialità che Giacomo aveva intuito vari anni prima acquistandolo.

Fortuna che il cuore dell’azienda è un vecchio vigneto Cerretalto che anno dopo anno cresce e migliora con Brunello Montalcino che stupisce sempre di più, davvero una crescita inarrestabile.

L’anno dopo il 2001 è per Casanova e l’intera zona di produzione della DOCG del Brunello un’ottima annata, le speranze sono alte in tutte le aziende del comprensorio di produzione che il disciplinare consente.

Nell’azienda mandata avanti da Giacomo non si dice ad alta voce ma si sussurra che stavolta è venuto davvero un prodotto qualcosa fuori dal comune, non è semplicemente buono il Cerretalto 2001, è eccezionale, quello a cui tutta l’azienda tendeva ed aspirava da anni!

Il lavoro in campagna oltre che di grande fatica è sempre stato di grande pazienza, ci vuole tempo perché un lavoro fatto bene dia i suoi frutti.

Non solo anche se tutto è stato fatto bene, dato il lungo tempo che deve passare tante altre cose possono andare male, quindi non solo attesa ma anche speranza e paura:

dal giorno che metti la prima barbatella in vigna al giorno del benvenuto Brunello è un alternarsi continuo di speranze e paure, gioie e dolori!

Un vino normale vuole pazienza, il Brunello ti sfianca, ti lavora alle reni, 5 anni sono davvero lunghi:

Casanova di Neri spesso ne aspetta sei, così tanto perché dopo che sono passati già cinque aspettare un anno in più, dice Giacomo che non riesci a capire se scherza oppure no, non è niente per noi se ci permette di fare un altro passo in avanti verso  l’eccellenza del vino!

Anche le attese più lunghe prima o poi finiscono e quando il risultato è un vino, un Brunello di Montalcino di tale livello vale di certo la pena aspettare il tempo necessario.

Cerretalto 2001 arriva la consacrazione ufficiale: Parker assegna 100/100

Cerretalto 2008 Casanova Di Neri: Brunello Di Montalcino Casanova Di Neri Cerretalto 2001 Brunello Di Montalcino

 

Casanova di Neri: cosa riserva il futuro?

Giacomo ha le idee chiare:

la strada è tracciata, la pista il passo montano è stato aperto, ora c’è solo da percorrerlo senza distrazioni.

Ok, belle parole, ma qual è questa strada segnata che deve guidare Casanova di Neri nel futuro vitivinicolo delle aziende di pregio, nei Luxury Wine da collezione e investimento?

Continua nei prossimi giorni…

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